Radicchio

Disponibile nei mesi in verde

GEN FEBMARAPRMAGGIU LUGAGOSETOTTNOVDIC

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Cichorium Intubus

(famiglia Asteracee)

Proprietà diuretiche e disintossicanti

Proprietà antiossidanti

Contro colesterolo e cellulite

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Storia e curiosità


Citato già da Plinio il Vecchio come “lattuga veneta”, il radicchio conserva la sua storia anche nell’origine latina del suo nome, “radicula” ovvero radice.

Anche oggi il suo caratteristico colore rosso tinge gli orti (e le tavole) in autunno e inverno. Nell’area di Treviso, il celebre radicchio locale (IGP) è utilizzato per preparare anche un amaro. In aggiunta, le radici del radicchio sono state spesso utilizzate – come per le cugine cicorie – per la preparazione del caffè!

Aspetti nutrizionali

Il radicchio può contare da un lato su bassi contenuti calorici (costituito al 90% di acqua) e dall’altro su una buona dote di sali minerali (calcio, fosforo, potassio), oltre che di fibre e vitamine. Le sue caratteristiche nutrizionali si traducono in buone proprietà diuretiche e disintossicanti oltre che – per la presenza di polifenoli – di doti antiossidanti.

Ricorda che, se consumato cotto, puoi perdere alcuni nutrienti (inclusa la vitamina C).

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POTASSIO (MG) PER 100G

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CALORIE PER 100G

Varietà

Treviso, Chioggia, Verona, Castelfranco. Le varietà del radicchio richiamano un’area di poche decine di chilometri che – pur circoscritta – è stata in grado di raggiungere un successo letteralmente mondiale. Dai mercati francesi a quelli californiani, infatti, il radicchio è conosciuto con il suo nome italiano e si denota proprio per le denominazioni territoriali originali:
Chioggia, dalla caratteristica forma rotonda (per cui è chiamato anche “rosa di Chioggia”),
Castelfranco, dal tipico colore vicino al bianco con striature rosse,
Treviso, differenziato a sua volta nella tipologia precoce (più amara e con foglia più larga) e tardiva (croccante e con foglie più lunghe),
Verona, dal comune colore rosso e dal sapore un po’ amaro (con una simile distinzione tra varietà precoce e tardiva), e un po’ più corto rispetto al radicchio di Treviso.

In cucina

Se vuoi utilizzare il radicchio crudo in un’insalata, puoi preferire la varietà precoce che si riconosce per le foglie arrotondante e il sapore leggermente più amaro. Se al contrario hai in programma di cucinare un risotto o un condimento per la pasta, scegli la varietà tardiva (con foglie lunghe) che si accompagna bene in questo caso con un soffritto di cipolla (dolce). In alternativa puoi cuocerlo anche ai ferri oppure fritto.

In orto

Nella sua varietà precoce, il radicchio si fa trovare sui mercati già ad inizio ottobre. A novembre inizia quindi la raccolta della varietà tardiva, che può durare fino agli ultimi mesi invernali. La semina avviene direttamente in campo in primavera o in estate (il trapianto è sconsigliato).
Se possibile, preferisci un suolo argilloso in cui le radici possono crescere in maniera ampia.

Buono a sapersi