Perchè mangiare di stagione?

Perché è più buono per te, per il tuo portafogli, e per il nostro pianeta.
Per te

Mangiare di stagione vuol dire prima di tutto mangiare saporito! Scegliendo verdure fresche e raccolte secondo la loro maturazione naturale porterai in dote al tuo palato una ricchezza straordinaria e unica. Perché non vale lo stesso fuori stagione?

Perché, anche se di stagione in un altro paese o continente, le zucchine che porterai sul tavolo a dicembre avranno probabilmente viaggiato per giorni oppure saranno state conservate a lungo in celle frigo. Perché allora non attendere qualche mese per godere di un sapore pieno in cucina?
Mangiare di stagione vuol dire anche mangiare salutare perché le verdure non hanno bisogno di
trucchi per crescere, soprattutto se scegli prodotti da agricoltura biologica, senza additivi sconosciuti. In aggiunta, cambiare i cibi in tavola secondo le stagioni vuol dire diversificare in automatico l’apporto di vitamine, sali minerali e altri nutrienti di cui il tuo organismo ha bisogno.

Per il tuo portafogli

Oggi è vero puoi trovare (e acquistare) ogni tipo di frutta e verdura in ogni mese dell’anno. Questa disponibilità infinita, però, vuol dire sostenere costi maggiori che verranno inevitabilmente inclusi nel prezzo finale. Quali costi?

– Le maggiori spese per la produzione fuori stagione, ovvero per gli artifici che sfidano il clima avverso, ad esempio con additivi per la coltivazione oppure ricorrendo a serrre riscaldate,

– I costi di conservazione, ad esempio nelle celle frigo in cui sono immagazzinati i prodotti per periodi più o meno lunghi in attesa di essere richiesti (e spediti a destinazione), e/o

. I costi per il trasporto dalle regioni (o dai paesi esteri) in cui il prodotto è di stagione, fino a giungere al supermercato sotto casa.

Come risparmiare? Scegli le verdure nel mese giusto, così da evitare che il prezzo ti faccia pagare (è proprio il caso di dirlo) la scelta di acquistare un prodotto fuori stagione.

Per il nostro pianeta

I maggiori costi sono economici ma anche – e soprattutto – ambientali. Un tir che attraversa l’Europa con dei pomodori esotici, le celle frigo che tengono buone le verdure anche per settimane e la produzione in serre riscaldate mentre fuori magari si gela sono tutte attività energivore che consumano in definitiva benzina (combustibili fossili) e aria pulita.

Pensa anche alla biodiversità: perché limitarsi alla varietà prescelta per essere prodotta fuori stagione, se basta aspettare alcuni mesi per avere l’intero arcobaleno di sapori che frutta e verdura – anche nelle diverse specificità regionali da nord a sud – sono in grado di offrirti in stagione?

Scegli quindi cibi locali, vicini, conosciuti. La filiera corta è la prima e migliore garanzia che i prodotti che porti in tavola siano davvero freschi e genuini.