Broccoli e cavoli – Il giusto mix di nutrienti per l’inverno

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04 mar Broccoli e cavoli – Il giusto mix di nutrienti per l’inverno

Broccoli, cavolfiori, verze, cavoletti di Bruxelles, cime di rapa e tutti gli altri ortaggi appartenenti alla famiglia delle crucifere (o crocifere)  sono noti per le importanti proprietà terapeutiche dovute alla loro composizione chimica.
Presentano infatti una quantità significativa di:
potassio (che regola la pressione arteriosa),
fosforo (in gran parte legato al calcio, con il quale svolge una funzione plastica),
vitamina C (che attiva il sistema immunitario, facilita l’assorbimento del ferro e costituisce insieme alla vitamina E una valida protezione contro il danno ossidativo),
vitamina B9 (responsabile dell’attività antianemica), quest’ultimo utile in grandi quantità per l’iper-omocisteinemia e in grandi quantità capace di ridurre il rischio di spina bifida in gravidanza.

(qui la scheda completa su cavoli e broccoli)

 

Le proprietà antitumorali

broccoli-romani-verdure-stagioneL’aspetto più interessante delle crucifere è la notevole quantità di sostanze fitochimiche che sono dotate di proprietà antitumorali. L’effetto antitumorale attribuito a questa famiglia di verdure è dovuto parzialmente al loro elevato contenuto di glucosinolati, che distingue le crucifere dalle altre famiglie di ortaggi.

Il contenuto di glucosinolato dipende da vari fattori: varietà, clima, coltivazione, etc. L’isotiocianato, derivato dall’idrolisi dei glicosnoilati introdotti con la dieta, ha la capacità di inibire la crescita di diversi tipi di colture cellulari tumorali tra cui sono da considerare leucemia, tumore alla prostata, alla mammella, al polmone e all’intestino.

(se non basta, qui le informazioni sulle verdure giuste contro l’influenza)

 

Facciamo attenzione a …

cavolo-cavolfiore-vds-stagioneAttenzione ad evitare di evitare di perdere le proprietà terapeutiche con la cottura. I glucosinolati sono infatti molto sensibili alla cottura prolungata e pertanto è meglio consumare le crucifere appena scottate in acqua bollente oppure cotte al vapore. Sono da evitare anche i surgelati, che contengono una quantità inferiore di sostanze benefiche.

Un aspetto negativo da considerare è l’effetto “gozzogeno” cioè “anti-tiroideo” delle crucifere, evidente soprattutto in caso di consumi notevoli per lunghi periodi e per individui predisposti geneticamente o che abitano in aree geografiche lontane dal mare o ancora a causa di carenze alimentari gravi di iodio. ‘E quindi consigliato in genere di limitare il consumo in caso di ipotiroidismo. In ogni caso l’attività anti-tiroidea viene in parte eliminata con la cottura.

Da non dimenticare la presenza della vitamina K che, essendo un nutriente liposolubile, è biodisponibile in presenza di olio ed ha potere coagulante per cui andrebbero evitati eccessi se si assumono farmaci anticoagulanti.

 

In questa pagina foto di Greg Habermann (Flickr), di Ruthanne Reid (Flickr) e di ella (Flickr)