Cos’è e a cosa serve il sovescio?

sovescio

01 nov Cos’è e a cosa serve il sovescio?

Avvicinandosi all’agricoltura biologica e ai suoi aspetti più pratici, può capitare di imbattersi nel termine “sovescio”. Di cosa si tratta?
Il sovescio è una pratica agricola semplice e naturale che consiste nel far crescere e poi interrare alcune particolari colture allo scopo di aumentare la fertilità del terreno. I benefici si ottengono per mezzo di queste piante che, cedendo materia organica e azoto al suolo, si comportano come dei veri concimi naturali. In questo modo il sovescio permette all’agricoltura biologica di ottenere buoni risultati rinunciando ai fertilizzanti chimici e offrendo una buona alternativa anche nel caso in cui non siano disponibili i rimedi organici come il letame. In aggiunta, se svolto nei periodi più freddi e piovosi (fine inverno), il sovescio aiuta a coprire il suolo, proteggendolo così dai fenomeni erosivi.

(breve guida alla certificazione biologica)

 

Come funziona?

Prima di seminare la coltura principale (in genere in primavera si ara e semina il campo con una pianta che, una volta cresciuta fino al momento della fioritura, viene poi tagliata (trinciata), lasciata essiccare sul terreno per alcuni giorni ed infine interrata. È in questo momento che la pianta cede i nutrienti al terreno, rendendolo così maturo e pronto ad accogliere la coltura successiva senza bisogno di ulteriori fertilizzanti.

 

Con quali piante?

Tra le piante più comuni per il sovescio ci sono delle graminacee e alcune leguminose (es. il favino o il lupino), queste ultime con la particolare e rara caratteristica di fissare l’azoto dell’atmosfera e trasferirlo al terreno. Anche una combinazione di più piante si rivela essere una scelta saggia per chi ricerca un buon mix di nutrienti e caratteristiche di arricchimento del terreno.

Alcune leguminose sono in grado di fissare l’azoto dell’atmosfera e trasferirlo al terreno

 

In questa pagina foto di clairity (Flickr) e di kevin dooley (Flickr)