Il peccato originale degli asparagi

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01 mar Il peccato originale degli asparagi

Perchè io sento la puzza e gli altri no?

Non c’è da fidarsi degli asparagi. Prima sono lì ad insaporire la mia tavola con il primo esperimento a buon fine (il quinto) di tortino con asparagi e ricotta. Un momento dopo loro stessi sono la causa del cattivo odore che sento dopo essere stata in bagno. Perché?

asparago-peccato-2Prendo sotto braccio Lucia – amica, ospite alla cena e ricercatrice biotecnologa – per porle il mio dilemma: cosa c’è che non va in me? Perché ho questo problema con gli asparagi, forse non li digerisco? In un minuto la sua spiegazione mi illumina: è naturale, per alcuni è normale. E non sono solo io, siamo in tanti. 

Non mi sento più sola. Non più. Ci sono altri miei simili, altri che come me sentono la puzza degli asparagi dopo. Ma perché non l’ho saputo prima? E dove sono tutti gli altri, perché non si dichiarano?
Ecco allora che, tra un boccone di dessert e l’ultimo sorso di vino, vagheggio di una salvifica missione per unire tutti coloro che ancora non si rivelano. Un’Associazione Italiana Odoratori di Puzza degli Asparagi con tanto di sigla (AIOPA) e circoli in tutta la penisola, da Cortina a Lampedusa.

Lascio sul tavolo il bicchiere (l’ultimo, è meglio) e torno a pensare a me. Certo resta un’ingiustizia sapere di appartenere alla metà della popolazione che per natura, senza mai essere stata neanche interpellata, è costretta a convivere con questo cattivo odore per tutta la vita. Perché io? Perché ad esempio non il mio vicino che neanche li mangia gli asparagi? Perché non dare questa “puzza” in dono, che so, alle popolazioni dell’Artico o del deserto cileno dove gli asparagi neanche li possono coltivare?

asparago-peccato-3Superato il complesso di figlia-di-un-dio-minore, nei giorni successivi mi avventuro alla ricerca dei miei simili. Con cadenza settimanale invito ormai parenti e amici a cena, rigorosamente a base di asparagi. Aspetto che il tortino e i tanti bicchieri di vino facciano effetto e a metà serata ho il responso dagli ospiti. Odoratori o meno (buoni o cattivi), tutti finiscono in una manichea lista di nomi che appunto sul mio taccuino. Tra l’altro sono anche riuscita a ricostruire il mio albero genealogico speciale: è mia madre a illuminarmi sul pedigree familiare (odoratori di puzza da ben tre generazioni).

Certo, a volte sono presa dallo sconforto per questa mia eccezionalità non voluta. A salvarmi interviene però internet, e scopro così che anche personaggi famosi erano odoratori, proprio come me. Da Aristotele a Kant, da Leonardo a Carlo Magno e Mozart, tutti accomunati da un gene speciale (che poi mi chiedo: ma perché Mendel ha scelto i piselli e non gli asparagi per i suoi studi? Non sarebbe stato più utile? Ma vabbè). Mi sento insomma in buona compagnia e allora riprendo il taccuino dal cassetto e inizio a scrivere Immanuel nella colonna dei buoni. Non mi sento sola. Non più.

(qui la scheda completa sugli asparagi)

(qui la spiegazione scientifica agli odori degli asparagi)

(qui la ricetta del tortino con asparagi e ricotta)

In questa pagina foto di Evil Erin (Flickr), di geishaboy500 (Flickr) e di Steve Snodgrass (Flickr)

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