Innaffio (ovvero come ti ammazzo il basilico sul balcone)

Basilico in vaso, disegno

28 feb Innaffio (ovvero come ti ammazzo il basilico sul balcone)

Ok, tutti sappiamo che le piante vanno innaffiate. Per fare il fiore ci vuole la pianta, per fare la pianta ci vuole il seme, per fare (crescere) il seme ci vuole l’acqua. Così era la canzone, no? Quindi se dopo due settimane il basilico che hai sul balcone mostra segni di cedimento e le foglie provano ad emulare il salice piangente del parco di fronte, cosa fai? Le dai più acqua! Acqua ergo vita ergo pianta più gajarda. Semplice.

Sono le otto del mattino ed ho già scelto la cravatta da abbinare al vestito, bordeaux chiaro con puntini blu su vestito blu (che tristezza, lo so). Ho ancora dieci minuti prima di scendere di casa e decido di dedicarli amorevolmente alla pianta sul balcone. Doppio bibitone di acqua e prima fila sul balcone più assolato, mi sento generoso.

Due giorni dopo la pianta è nel reparto di terapia intensiva dell’orto botanico cittadino. I due ragazzi che se ne prendono cura mi scrutano da lontano e parlottano a bassa voce, verosimilmente interrogandosi su quale sia il maggiore dei miei traumi infantili. La pianta è in fin di vita ed io sono imputato non di semplice negligenza bensì di floricidio per annegamento e procurata sofferenza per abbandono al sole (articoli 1576 e 2377 del c.p.p.).

[image url=”http://www.verduredistagione.it/wp-content/uploads/2014/11/basilico-balcone-2.jpg” width=”300″ align=”right”]

Un po’ sotto pressione, mi guardo intorno alla ricerca di un volto amico (o di un avvocato) ma sono solo in questa situazione. Se anche Roberta fosse qui, so bene che sarebbe già schierata tra gli inquisitori urlando “Giustizia! Ora diamogli la lezione che merita”! 
Mi sento incompreso. Ci sono agenti dei servizi segreti iraniani che farebbero di tutto per avermi come consulente (“tortura e affini”) e invece mi trovo a subire la lezione dei due giardinieri nonché di una anziana signora che scuote la testa senza sosta (da sette minuti).

Tornato a casa racconto tutto a Roberta, insospettita dalla scia di terra e formiche lasciata nel tragitto tra l’appartamento e l’auto. Reo confesso mi abbandono alle promesse più disparate “non innaffierò più le piante”, “seguirò le istruzioni che hai scritto sul frigo”, “non lascerò più il tubetto del dentifricio aperto”, sperando nel suo perdono. Perdono che amorevolmente arriva e mi salva, almeno questa volta.

La lezione del giorno

  • + in estate non innaffiare al mattino (soprattutto se per mattino intendi ciò che viene dopo la doccia, tredici fette biscottate con nutella e due repliche di Pollon in tv), perché altrimenti il sole “brucia” la pianta,
  • + innaffia q.b. (ovvero quanto basta a far vivere la pianta, la tua generosità dirottala sulla campagna del WWF per le foreste del Borneo),
  • + se comunque fallisci, nascondi le prove (spazza via la terra e fa’ scomparire il sottovaso). Se ti chiedono dove sia finita la pianta, puoi sempre rispondere “quale pianta?”

 

Commenti

  1. […] e di esposizione solare; il risultato potrebbe essere quello di mettere in sofferenza la pianta (qui le confessioni dal blog degli autori del quasi “floricidio” del basilico). Dopo alcune settimane dalla semina, vedrai emergere dal terreno la piantina e – se tutto […]